Posidonia oceanica e difesa delle coste: il contributo ENEA al Rapporto Spiagge 2026
Nel Rapporto Spiagge 2026 di Legambiente, ENEA ha contribuito con un approfondimento scientifico dedicato al ruolo della Posidonia oceanica nella protezione delle coste. Lo studio evidenzia i benefici delle biomasse spiaggiate nella mitigazione dell’erosione costiera, nella conservazione della biodiversità e nella gestione sostenibile degli ecosistemi litoranei.
ENEA ha contribuito al Rapporto Spiagge 2026 di Legambiente con l’approfondimento “Posidonia oceanica ed erosione costiera: meglio lasciarla in spiaggia”, realizzato dal Dr. Sergio Cappucci (ENEA) ed il Prof. Enzo Pranzini (Università di Firenze).
Il contributo analizza il ruolo della Posidonia oceanica, fanerogama marina endemica del Mediterraneo, le cui praterie sono riconosciute come habitat prioritario dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, e considerate fondamentali nella protezione delle coste e nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Le sue praterie sommerse, infatti, riducono l’energia del moto ondoso, favoriscono la sedimentazione e contribuiscono alla stabilità dei fondali costieri, contrastando i processi erosivi.
Particolare attenzione è dedicata alle biomasse vegetali spiaggiate, costituite principalmente da foglie di Posidonia oceanica accumulate lungo gli arenili. Queste formazioni naturali, note come banquette, rappresentano una barriera efficace contro le mareggiate, limitano la perdita di sedimenti e contribuiscono alla conservazione delle spiagge. Inoltre, costituiscono habitat per numerosi organismi, tra cui artropodi e altri invertebrati che svolgono un ruolo essenziale negli ecosistemi costieri.
L’analisi evidenzia come la rimozione sistematica delle biomasse dagli arenili possa determinare effetti negativi sul bilancio sedimentario delle spiagge e sulla loro resilienza ai cambiamenti climatici. Per questo motivo, il mantenimento della posidonia spiaggiata rappresenta, dal punto di vista ambientale, la soluzione preferibile laddove compatibile con la fruizione turistica.
Lo studio richiama infine l’importanza di adottare modelli di gestione integrata delle coste capaci di conciliare tutela ambientale, adattamento ai cambiamenti climatici e utilizzo sostenibile delle spiagge, valorizzando i servizi ecosistemici forniti dalla Posidonia oceanica e promuovendo una maggiore consapevolezza del suo ruolo strategico per il futuro delle coste mediterranee.

