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La citizen science per monitorare la naturalità delle coste italiane

Un protocollo sviluppato da ENEA nell’ambito del progetto “Guardiani della Costa”, promosso da Costa Crociere Foundation, consente di monitorare su larga scala la naturalità delle spiagge e degli ecosistemi dunali coinvolgendo studenti delle scuole secondarie. I risultati dello studio, pubblicato su Ecological Solutions and Evidence, confermano l’affidabilità dei dati raccolti e il potenziale dell’approccio per la tutela delle coste.

Dune sabbiose costiere

Le spiagge e gli ecosistemi dunali costieri sono ambienti fragili e preziosi, sottoposti a pressioni crescenti legate al cambiamento climatico, all’urbanizzazione e al turismo intensivo. La loro conservazione è importante non solo per la biodiversità che ospitano, ma anche per i servizi ecosistemici che offrono, come la protezione delle coste dall’erosione e la fruizione turistica e ricreativa. Monitorarne lo stato di conservazione su ampie porzioni di territorio è quindi fondamentale.

In questo contesto, uno studio condotto da ENEA[1] propone un protocollo di monitoraggio basato sulla citizen science, sviluppato nell’ambito del progetto “Guardiani della Costa”, promosso da Costa Crociere Foundation. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Ecological Solutions and Evidence con il titolo “Assessing naturalness of coastal dune ecosystems through community (citizen) science: A protocol for Mediterranean beaches”.

Un metodo semplice e non invasivo

Il protocollo è stato progettato per consentire a studenti delle scuole secondarie, adeguatamente formati e organizzati in squadre, di raccogliere dati ecologici standardizzati lungo le coste italiane. Il metodo prevede l’osservazione di diversi indicatori ambientali, tra cui la presenza e le caratteristiche delle dune, la tipologia del sedimento, le condizioni della zona di retrospiaggia, i segni di erosione, le strutture di protezione delle dune e alcune specie vegetali indicatrici degli habitat dunali.

Un elemento centrale è l’approccio minimamente invasivo. Le attività di monitoraggio sono, infatti, svolte senza calpestare la vegetazione e senza addentrarsi nei sistemi dunali, evitando così che la raccolta dei dati possa contribuire al degrado dell’habitat.

Durante la campagna di monitoraggio della primavera 2023, 3.223 studenti organizzati in 104 squadre hanno raccolto dati in 104 tratti di costa italiana, per un totale di 919 punti di campionamento.

Dati affidabili e utili per la tutela delle coste

La qualità delle informazioni raccolte è stata verificata confrontando i dati prodotti dagli studenti con valutazioni effettuate da esperti attraverso analisi GIS (Sistemi Informativi Geografici) e statistiche. I risultati hanno mostrato una buona corrispondenza per la maggior parte dei parametri analizzati, confermando che un protocollo semplice ma adeguatamente strutturato può produrre informazioni ecologicamente significative anche quando applicato da non esperti opportunamente formati.

La citizen science può così rappresentare uno strumento complementare ai tradizionali programmi di monitoraggio ambientale, ampliando la copertura spaziale delle osservazioni e rendendo disponibili informazioni difficilmente ottenibili con le sole risorse dei gruppi di ricerca. Il protocollo può supportare enti gestori e amministrazioni nell’individuazione delle aree costiere più vulnerabili, nella definizione delle priorità di conservazione e nella pianificazione di interventi mirati, come la protezione della vegetazione dunale, il controllo degli accessi e il ripristino degli habitat degradati.

Infine, il progetto evidenzia anche il valore educativo della citizen science: il coinvolgimento diretto degli studenti nelle attività di osservazione e raccolta dati favorisce consapevolezza ambientale, partecipazione e responsabilizzazione nella tutela del patrimonio costiero.


Bibliografia

Personale di riferimento: 
A cura di: 
Ivo Rossetti
Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2026